Archivi tag: Palermo

La chiesa di San Giovanni degli Eremiti, situata nel centro storico di Palermo, sorge appena sotto le mura del Palazzo Reale. L’iscrizione del sito “Palermo arabo-normanna e le Cattedrali di Cefalù e Monreale” nella Lista del Patrimonio dell’Umanità UNESCO è avvenuta il 3 luglio del 2015. Le cupole rosso vivo rappresentano il tratto distintivo del monumento, rendendolo uno dei siti turistici più visitati e apprezzati della città.

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Un’archistar a Palermo Il 31 gennaio 1857 nasce, a Palermo, Ernesto Basile. Palermo che, da lì a vent’anni, diventerà una delle città più in voga d’Europa. Figlio e allievo dell’architetto Giovan Battista Filippo Basile, verrà ben presto considerato un’archistar. Laureatosi nel 1878, alla Regia Scuola di Applicazione per Ingegneri e Architetti di Palermo, inizia ad affiancare il padre. Dedito allo studio dell’architettura siciliana, partecipa al concorso del 1884 per la realizzazione del palazzo di Giustizia di Roma. Alla morte del padre gli subentra nel compimento dell’imponente Teatro Massimo Vittorio Emanuele. Il progetto, inaugurato il 16 maggio 1897 con la prima del Falstaff di Verdi, gli apre le porte del successo. Basile opera a Palermo, Roma e all’estero. Realizza numerosi edifici, sia pubblici che privati,…

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L’oasi verde di Palermo La stagione d’oro delle grandi e lussureggianti aree verdi a Palermo inizia con la dominazione islamica (arabi, berberi e persiani). Con gli arabi sorgono i primi mahall musulmani: giardini pensati come espressione dell’unione di terra, acqua e ombra. Passerelle, acqua e piante aromatiche forniscono un’esperienza sensoriale e trasformano lo spazio in un luogo di riposo, riflessione e contemplazione. I normanni si ispireranno alle più sofisticate tipologie dell’architettura islamica ordinando la costruzione di “luoghi di delizie” o Sollazzi Regi; edifici extra urbani che ricreano un paesaggio paradisiaco con giardini, frutteti, fontane, laghetti artificiali e peschiere. La presenza dei giardini in città vive fasi alterne. Nel XVIII secolo la presenza di lussureggianti aree verdi, private e pubbliche, ritorna…

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Palermo, dal romano Panormus, a sua volta dal greco Panormos, composto da pan (tutto) e hormos (porto). Palermo nasce con il porto nel nome. Siamo a metà del 1800. Tra i mercantili attraccati in città, alcuni marinai inglesi tirano fuori una palla di stracci, segnano vagamente un campo rettangolare e improvvisano una partita di un gioco che loro chiamano football. Ma spesso gli inglesi, pur di raggiungere un numero sufficiente, coinvolgono i colleghi palermitani, istruendoli sulle basi del gioco e organizzando sfide sempre più accanite. La popolarità di questo sport è irresistibile e la cosa non passa inosservata. Molti rampolli delle famiglie palermitane più facoltose vengono attratti da questa nuova disciplina sportiva. E, con il patrocinio del console inglese di…

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Amici, TACUS è lieta di comunicarVi la ripresa delle attività associative a partire da sabato 27 giugno. Durante questo periodo di quarantena ci siamo fermati a riflettere sugli obiettivi raggiunti e sui traguardi che ci siamo prefissati. E anche se in alcuni momenti è stato difficile, abbiamo deciso di non lasciarci vincere dalla paura e dall’incertezza ma, al contrario, di vivere questa nuova realtà, come una sfida da affrontare con fiducia e positività per trarne il meglio Delle tante cose di cui abbiamo fatto tesoro in questi anni una, forse la più importante, è stata il sostegno e, insieme, l’affetto, che ci avete sempre mostrato e che ci ha dato la carica di cui avevamo bisogno. Questa lunga pausa ci…

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«La società, per dirsi civile, dovrebbe accettare tanto la ragione quanto la follia» Franco Basaglia Quella della cura mentale è, per certi versi, una delle pagine più controverse della storia della medicina che racconta di manicomi, di trattamenti clinici spesso ai limiti delle barbarie (grate, cinghie, camicie di forza, solo per citarne alcune) ed, ancora, di alienazione, di una follia da tenere lontana dal mondo, da contenere, da nascondere ad una collettività che teme e prova vergogna di ciò che non riesce a comprendere etichettandola come scandalo sociale. C’erano una volta i manicomi, le celle di isolamento, assistenti e guardiani selezionati in base alla forza bruta più che alle competenze e, soprattutto, c’erano cose e numeri, non persone, da “gestire”, spesso legando e fustigando.…

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