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Sesso à la carte, bordelli, conturbanti signorine. Un tuffo nei vecchi luoghi del piacere, le case chiuse, i vizi e i peccati di una Palermo antica e affascinante. Questo e altro nel menù di “Palermo a luci rosse. Eros, vizi, peccati e case chiuse”. Un viaggio storico – antropologico sul fenomeno della prostituzione, alla scoperta delle antiche tracce dei luoghi del proibito, tra bordelli, poteri e subalternità sociale ma soprattutto storie vere di meretrici, dispensatrici d’amore e illusioni, che si snodano tra le arterie e i vicoli del centro storico, perché “per conoscere una città bisogna prima osservare le sue puttane. Esse sono la rappresentazione più vera dei vizi e dei desideri di un popolo”. Tracciare la storia della prostituzione…

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Palermo, 23 maggio 1992. Lo squillo di un telefono risuona nell’ombra di un assolato pomeriggio di maggio, uno di quelli che ti fa assaporare l’arrivo imminente dell’estate. Fuori dalle finestre tutto sembra sempre uguale. Eppure, da quel 23 maggio a Palermo è cambiato tutto. Appena fuori da Capaci, lungo l’autostrada che porta a Palermo, all’interno di due Fiat Croma, in gran segreto, gli agenti di scorta AntonioMontinaro, VitoSchifani, RoccoDicillo, Giuseppe Costranza, Paolo Capuzza e Angelo Corbo, stanno riportando in città il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo. All’improvviso un boato squarcia il silenzio tutto intorno mentre una voragine si apre nella strada dinanzi a loro. L’orologio segna le 17:58 quando, attraverso il click di un telecomando, oltre 500 chili…

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Una caratteristica della gastronomia siciliana è il preciso scandire del tempo: ingredienti e pietanze sono legati a particolari stagioni o periodi dell’anno. E anche se nell’era della globalizzazione si può trovare di tutto in qualsiasi momento, in Sicilia il cibo resta ancorato a precisi rituali e meccanismi; un’inossidabile e sacra tradizione. E nell’isola le tradizioni non si discutono! Al mese di maggio sono legate le primizie che esploderanno, poi, in un tripudio di colori, odori e sapori, in estate ed un piatto che mette d’accordo l’animo maschile e femminile della Trinacria: il tonno o, meglio, “a tunnina”, immancabile piatto della tavola isolana. In gergo palermitano il termine tunnina (dal latino thunnus, tonno rosso) si riferisce alla femmina del tonno, a…

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«Blasco da Castiglione, voi avete impedito questo atto di giustizia, e vi siete fatto complice di uno scellerato!… […] Don Raimondo della Motta vi ha accusato di essere uno dei capi di questa società; vi ha fatto arrestare a Messina, ha tentato di farvi morire avvelenato e voi gli prestate il vostro braccio…» All’interno di un’intricata matassa fatta di congiure familiari, oscure macchinazioni e patti segreti operano i Beati Paoli, un misterioso gruppo settario di uomini dai volti celati che agiscono nell’ombra, emanando sentenze e operando impietose condanne “col color di riparar li altrui torti”. Sullo sfondo una Palermo settecentesca che, tra bene e male, fa da scenario a quel gioco di opposizioni e topos caratteristici della letteratura ottocentesca alla…

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Palermo, 1700. In una Sicilia caratterizzata da inquietudini e contraddizioni, forgiata nel segno del pugnale e del crocefisso, nascono i Beati Paoli, celebrati dalla penna di Luigi Natoli nel suo romanzo più celebre, in cui celebra le gesta di questa controversa e misteriosa setta, il cui ricordo ancora vive nelle memorie popolari e nella tradizione orale isolana. Una sinistra e imprevedibile società segreta che opera nell’ombra giudicando, attraverso processi sommari, scellerati e malfattori “sotto colore di ripar li altrui torti”. Uomini che si innalzano a difensori dei poveri e degli oppressi, in nome di una giustizia privata, non scritta, tanto inflessibile quanto inesorabile: «scolpita nei nostri cuori […] noi la osserviamo e costringiamo gli altri ad osservarla […] e per…

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Quando dici Sicilia dici dolciumi e quando dici dolciumi dici Cassata siciliana.  Si, perché è lei, la Cassata, la regina incontrastata della pasticceria tradizionale isolana. Dolce , ricca, profumata, barocca tanto nell’aspetto quanto nel sapore, universalmente riconosciuta come “torta tradizionale siciliana”. Che sia nella sua versione classica o in quella più “rustica” al forno, la sua opulenta bellezza, fatta di deliziosi ghirigori di glassa e decorazioni di pasta reale e frutta candita, di ricotta puntellata qua e là da gocce di cioccolato, di pan di Spagna aromatizzato con rum e una spruzzata di cannella, la rendono il dolce più, desiderato, invidiato e imitato al mondo. Nonostante l’apparente semplicità della ricetta, esistono innumerevoli varianti locali della cassata, caratteristiche di particolari zone…

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