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La danza fatale della spia che stregò il mondo Danzatrice bella e sensuale, dotata di un fascino ed una carisma irresistibili, ma, soprattutto, conturbante e misterioso agente segreto, passato alla storia come la più celebre delle spie internazionali. Il suo nome è Mata Hari, un personaggio chiave degli anni a cavallo tra la Belle Époque e la prima guerra mondiale. “La danza è una poesia in cui ogni parola è un movimento“ Mata Hari Al secolo Margareta Geertruida Zelle – questo il nome di battesimo – nasce a Leeuwarden il 7 agosto 1876. Archiviati gli studi da insegnante, appena ventunenne, in risposta ad un’inserzione sul giornale, sposa il capitano Rudolph Mac Leod. Il matrimonio, però, si rivela un fallimento e…

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tra astri, filosofia e religione Scienziata e matematica, astronoma e rappresentante eccellente della filosofia neoplatonica, Ipazia di Alessandria, considerata a ragione una delle donne più sagge e colte dell’antichità, è, ancora oggi, a 1600 anni dalla sua brutale uccisione, emblema e martire della libertà di pensiero. Poche e scarne sono le informazioni sulla sua vita. Le due principali fonti sono Socrate Scolastico – avvocato presso la corte di Costantinopoli e contemporaneo di Ipazia – e Damascio , filosofo neo-platonico vissuto un secolo più tardi. Nata ad Alessandria d’Egitto intorno al 370 d.C., viene indirizzata dal padre Teone, allo studio della matematica, della geometria e dell’astronomia. Quella tra Teone e Ipazia, è la storia di una rara alchimia, di un padre…

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Si sa, per molti l’estate è sinonimo di divertimento e relax, ma soprattutto di sole, mare e di quell’abbronzatura di cui amiamo colorare il nostro corpo. Un soave velo dorato che lascia sulla pelle le tracce del costume da bagno. Una consuetudine moderna? Non proprio. Sapevate, che il celebre bikini esisteva già nell’Antica Roma? Nella splendida cornice della romana Villa del Casale di Piazza Armerina, nel cuore della Sicilia centro-orientale, è possibile ammirare un mosaico raffigurante dieci giovani fanciulle intente a giocare con la palla in quella che sembrerebbe essere una competizione sportiva. La particolarità dell’opera musiva, oltre ad attrezzi come pesi e disco, è, senza dubbio, l’abbigliamento delle ragazze che sfoggiano dei succinti costumi due pezzi (molto probabilmente una…

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Oggi ricorre l’anniversario della nascita di Artemisia Lomi Gentileschi, pittrice cinquecentesca annoverata tra i grandi della sua epoca e divenuta pioniera ed icona del femminismo. Ingannata e abusata, con coraggio ed una forza senza eguali all’epoca per una donna, denuncerà il suo stupratore portandolo in tribunale. Figlia di Orazio, pittore e amico del Caravaggio, la giovane Artemisia segue le orme paterne, mostrando fin da subito un grandissimo talento. Si appassiona al sapiente alle tecniche, alla tridimensionalità e al gioco di luci e ombre delle opere del Merisi, che studia grazie alle tele paterne. La carriera ed il successo di Artemisia vengono, tuttavia, adombrati da uno scandalo che segnerà profondamente la sua vita e la sua arte. Appena diciottenne è vittima…

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8 marzo: una data simbolica, convenzionalmente scelta per rappresentare le donne in lotta per il riconoscimento dei propri diritti e delle proprie libertà. Tutto ha inizio il 3 maggio 1908, quando l’attivista Corinne Brown presiede la conferenza tenuta dal Partito socialista di Chicago nel Garrick Theater, a cui invita tutte le donne (e chiamata “Woman’s Day”, il giorno della donna), durante la quale si discute dello sfruttamento operato dai datori di lavoro ai danni delle operaie in termini di basso salario e orario di lavoro, delle discriminazioni sessuali e del diritto di voto alle donne. L’iniziativa non sortisce subito l’effetto sperato, ma il 22 novembre 1910 a New York si svolge un grande sciopero a cui prendono parte ventimila camiciaie,…

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Dalla cantarella all’aconito, dal laudano alla belladonna: argute, scaltre e determinate, sono tantissime le storie di “donne fatali”, agenti di morte, che usarono il cibo come arma per uccidere. Quello tra le donne e il cibo è un connubio antichissimo che affonda le proprie radici negli albori della civiltà. La loro propensione alla cura, non solo del nucleo famigliare ma della comunità tutta, le ha rese depositarie di una conoscenza ancestrale che si esprime attraverso la manipolazione del cibo. La cucina, per secoli simbolo di reclusione sociale, è divenuta luogo dove potere sperimentare una qualche forma di liberazione consumata attraverso l’alimento, strumento infallibile nelle mani delle donne, oggetto di seduzione ma, al tempo stesso, ricettacolo di vendetta lenta e impietosa.…

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6/8