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Incisore e grafico, Maurits Cornelis Escher (Leeuwadrden, 17 giugno 1898 – Laren 27 marzo 1972) è, senza dubbio, uno degli artisti più affascinanti dell’era moderna; genio visionario ha saputo dar vita ad un universo dalle mille sfaccettature, dedito all’esplorazione di un infinito in cui scienza, matematica e fisica si incastrano come pezzi di un puzzle assai più ampio e complesso. Come molti altri artisti di fama mondiale prima di lui, anche Escher compie svariati viaggi in giro per l’Europa durante i quali può saziare la sua sete di avventura e conoscenza perdendosi nelle trame di paesaggi e architetture che studia quasi con bramosia. È durante uno di questi viaggi che arriva in Italia, ancora giovanissimo, insieme alla famiglia, che tenta…

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Felice e fortunato connubio quello tra arte e scienza che, come sostiene Ernesto Carafoli, trova notevoli affinità tra le due forme di sapere che esse producono. E se la prima possiede il suo oggetto senza conoscerlo, la seconda lo conosce senza possederlo. Due realtà, dunque, che si incontrano e si completano a vicenda. Una delle prime rappresentazioni artistiche di concetti scientifici riguardano sicuramente il cielo e le stelle, materia in cui popolazioni come gli egizi, i fenici e i greci erano esperti conoscitori. Tra queste una tra le più celebri è la cosiddetta Sfera Armillare, lo «strumento astronomico che rappresenta le orbite solide dei pianeti e del Sole. Generalmente la sfera armillare rispecchia la visione geocentrica dell’universo, propria del sistema tolemaico,…

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Tracciare la storia della raffigurazione del gioco delle carte nell’arte è da considerarsi un vero proprio viaggio per immagini che ritraggono le evoluzioni ludiche e le modalità con cui l’uomo, nei secoli, si è impegnato nel sollazzo e nel diletto.  La rappresentazione dei giochi di carte sono uno dei soggetti più prolifici della produzione artistica che permette di approfondire le abitudini della società nei diversi periodi storici. Riunirsi davanti a un tavolo di gioco era, infatti, usanza assai comune in tutti i ceti sociali, e le raffigurazioni in questione offrono anche una visione unica nella diffusione di giochi specifici, le modalità e le differenze con cui venivano giocati. Da Caravaggio a Guttuso, passando per Boulogne, Cézanne e Botero, in tanti…

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Belles de nuit, prostitute, meretrici, cortigiane, signorine allegre, baldracche, donne mondane e immorali, miserabili sgualdrine… questione di semantica. In ogni caso, donne che vivono nella povertà dell’animo, nella costante mercificazione del proprio io. La figura della prostituta, della “vita”, l’arte del piacere sono alcuni tra i soggetti che, più di altri, si legano alla sfera visiva. Perché l’eros e il piacere, un po’ come il cibo, partono dalla vista e si nutrono dello sguardo. Quello della prostituta è un mestiere vecchio come il mondo e così le sue rappresentazioni. Già in epoca classica, al tempo degli dei e dei re, l’immagine di queste professioniste dell’amore campeggiano sui muri dei vicoli più poveri e lascivi, esaltate non solo nelle rappresentazioni artistiche…

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