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Lu bancu di Disisa e il tesoro di Sicilia

Lu bancu di Disisa e il tesoro di Sicilia

Lu bancu di Disisa e il tesoro di Sicilia

La Sicilia, terra di dei ed eroi, è culla di tantissimi miti e leggende che, nel corso dei secoli, hanno influenzato e plasmato la cultura e le tradizioni dell’isola mediterranea in cui fatti ed eventi misteriosi sono stati trasfigurati in leggenda e tramandati fino ai giorni nostri. Una storia, quella della Sicilia, un po’ reale, un po’ magica, ma certamente suggestiva e affascinante.

Un’antica leggenda araba narra che in una grotta presso il Feudo Disisa, nei pressi di Grisì, una frazione di Monreale, siano custoditi tesori immensi che potrebbero fare ricca l’intera Sicilia e che formano “Lu bancu di Disisa”. Raccontano gli antichi dell’esistenza di una enorme quantità di danari, monete d’oro e d’argento, custodite in una grotta che, alla sola vista, lascia gli avventori a bocca spalancata per le meraviglie che contiene: all’interno è tutto un luccichio d’oro e di brillanti disseminati a terra e preziosi oggetti ammucchiati qua e là. Alcuni spiriti in sembianze umane giocano alle bocce, ai dadi o a carte seduti in monete di purissimo oro o su gioielli di pietre preziose. Il tesoro non è custodito ma soffice che chiunque provi a portarlo via, debba rinunciare all’impresa, lasciando nella grotta fino all’ultima moneta d’oro prima di ritrovare l’uscita.

Nessuno stratagemma è in grado di sbancare questo gran Banco di Disisa, dicono gli antichi: l’avventuriero deve recuperare tre Santi Turrisi provenienti da tre diversi angoli del Regno e recuperare una giumenta di colore bianco a cui togliere via le interiora da friggere e mangiare all’interno della grotta Grisì. Per completare il rito, però, l’avventuriero dovrà uccidere anche i tre Santi Turrisi. Soltanto allora potrà portare a casa lu bancu di Disisa.

Articolo di Carmela Corso