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Kwanzaa

Dal 26 dicembre al 1° gennaio la comunità afroamericana celebra “Kwanzaa”, una festa ideata nel 1966 da Maulana Karenga, leader del movimento per i diritti degli afroamericani negli Stati Uniti e grande attivista impegnato nel black power movement degli anni 60. Il nome deriva dal termine kwanza che, in lingua swahili, significa “primo frutto”. Nonostante sia una festa “nuova”, non celebrata in Africa, è considerata utile per «consolidare i legami della comunità afroamericana attorno all’idea di un’unica origine ancestrale».  Kwanzaa nasce, infatti, per riavvicinare le comunità afroamericane statunitensi alle loro radici culturali. Sette giorni di festaggiamenti, ciascuno dei quali legato ai sette principi del patrimonio africano: Umoja (corrispondente al principio di unità, familiare e di comunità); Kujichagulia (è il principio di autodeterminazione);…

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Caro Babbo Natale, quest’anno, per la prima volta, abbiamo deciso di scriverti, non per chiederti dei doni, ma per raccontarti una storia, la nostra storia. “C’era una volta”… è così che, di solito, iniziano le belle storie. Questa, invece, preferiamo farla iniziare con “c’era una volta Nonna Carmela” che, da giovane, sembrava una di quelle dive, eteree ed eleganti, della Holliwood anni 40′: alta, snella, labbra colorate di rosso, poche gocce di “Le fue du Vesuve” e gli immancabili guanti neri. Quando eravamo piccole, giocava con noi, recitando filastrocche e raccontandoci che “c’era ‘na vota un re, bafè, viscotte’ minè”. Nonna Carmela non era una delle nonne dei film: non ricamava, non lavorava a maglia, non cucinava dolci profumati. La…

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L’albero Esistono oggetti, immagini e simboli indissolubilmente legati a concetti, eventi e celebrazioni le cui radici si perdono lontano nel tempo. Essi diventano archetipi culturali, suscitando atmosfere evocative, emotive e suggestive. Uno di questi è, per certo, l’albero. Decorarlo di luci e riempirlo di doni da scartare nella notte della Vigilia o la mattina di Natale, è una delle tradizioni più sentite e amate. Eppure l’albero, sinonimo di condivisione e gioia, perfetta rappresentazione dello spirito cristiano, poco o nulla ha a che fare con la religione cattolica. L’abete, ad esempio – il più tradizionale degli alberi di Natale – da sempre considerato magico, è l’albero consacrato dai Greci alla dea Artemide e collegato dagli Egizi alla nascita di Biblo. Attorno…

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La festa delle luci Ogni anno, a cavallo tra i mesi di kislev e tevet, si celebra Hanukkah (חנוכה), la più importante tra le festività della comunità ebraica, conosciuta anche come “Festa delle luci” o “Festa dei lumi“. A partire dal tramonto del 24° giorno di kislev e per 8 giorni consecutivi, le famiglie ebraiche ricordano la vittoria dei Maccabei sui Greci del II secolo a.C, il recupero dell’indipendenza ebraica e la successiva purificazione del Tempio di Gerusalemme, profanato e utilizzato per l’adorazione di idoli pagani. «Nell’anno centoquarantacinque, il quindici di Casleu il re innalzò sull’altare un idolo. Anche nelle città vicine di Giuda eressero altari e bruciarono incenso sulle porte delle case e nelle piazze. Stracciavano i libri della…

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Fascino, storia e leggenda Nascosto, bramato, leggendario. È il Sacro Graal, uno dei simboli più importanti e controversi della storia, al centro di storie e racconti spesso fantasiosi e inverosimili. Originariamente legata ad antiche saghe celtiche, l’immagine del Graal, come semplice piatto o coppa, è un riferimento all’iconica ed inesauribile cornucopia greco-romana, intesa come rappresentazione della natura spirituale dell’aldilà. Nella tradizione cristiana, invece, collegando l’etimologia dei termini francesi San Greal («Sacro Graal») e sang real («sangue reale»), viene identificato come il calice con cui Gesù celebra l’Ultima Cena e nel quale Giuseppe d’Arimatea ne raccoglie il sangue dopo la crocifissione. Emblema della figura stessa di Cristo, il Graal è considerata la reliquia più preziosa. Durante il Medioevo, diviene oggetto di…

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La storia nel Piatto La festa dell’Immacolata da il via alle celebrazioni del periodo natalizio. Oltre venti giorni, dall’8 dicembre al 6 gennaio, durante i quali, mentre le case si addobbano di luci scintillanti, alberi e presepi, sulle tavole prendono posto pietanze e dolciumi. Una sinfonia di profumi, colori e sapori per appagare e viziare i palati di grandi e piccini. Aperte le danze, in devozione all’Immacolata Concezione della Vergine Maria, ecco sfilare sfincione (palermitano o bagherese), baccalà fritto e cardi in pastella. Ma a farla da padrone, in Sicilia, sono sempre i dolciumi. E ancor prima dell’arrivo degli immancabili panettone e pandoro, feticci del Natale all’italiana, il tradizionale scaccio (calia, noci, nocciole e mandarle) e le sfincette. Per i denti…

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