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Lo sgombero e l’orrore Mercoledì, 17 gennaio 1945. L’Armata Rossa avanza veloce. L’arrivo in Polonia, a circa 200 km da Auschwitz, mette in allarme l’intera compagine tedesca. Le SS sentono il nemico sempre più vicino e, minacciate, ordinano lo sgombero del campo. Si procede, dunque, allo spostamento di 60.000 prigionieri nei campi di Birkenau, Ravensbrück, Bergen-Belsen, Dachau, Buchenwald, Flossenbürg, Mauthausen, Sachsenhausen e Stutthof. 1689 degli ultimi 2038 deportati, arrivati col convoglio partito da Theresienstadt, finiscono direttamente nelle camere a gas. Fallito il tentativo di trovare un accordo con gli alleati, a novembre Heinrich Himmler, ministro dell’interno del Reich, da ordine di bloccare le gassazioni, di evacuare il campo e distruggere i forni crematori per cancellare ogni traccia dell’eccidio. All’ultimo appello…

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Ruderi di Santa Margherita di Belice

14 Gennaio 1968. Alle 13:28 la Valle del Belice, compresa tra le province di Trapani, Agrigento e Palermo, viene investita da un violento sciame sismico che si protrae, a fasi alterne, per le 24 ore successive, interessando i comuni di Gibellina, Menfi, Montevago, Partanna, Poggioreale, Salaparuta, Salemi, Santa Margherita di Belice, Santa Ninfa e Vita. Ventuno scosse di forte intensità cambieranno per sempre la vita e il volto di parte della Sicilia. Edifici e abitazioni crollano su loro stessi sgretolandosi come sabbia. La scena che si presenta agli occhi della gente riversatasi in strada è spettrale, quasi apocalittica. La forza inaspettata del sisma e i ritardi dei soccorsi – rallentati da strade risucchiate dalla terra e dall’impossibilità di garantire i…

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L’oasi verde di Palermo La stagione d’oro delle grandi e lussureggianti aree verdi a Palermo inizia con la dominazione islamica (arabi, berberi e persiani). Con gli arabi sorgono i primi mahall musulmani: giardini pensati come espressione dell’unione di terra, acqua e ombra. Passerelle, acqua e piante aromatiche forniscono un’esperienza sensoriale e trasformano lo spazio in un luogo di riposo, riflessione e contemplazione. I normanni si ispireranno alle più sofisticate tipologie dell’architettura islamica ordinando la costruzione di “luoghi di delizie” o Sollazzi Regi; edifici extra urbani che ricreano un paesaggio paradisiaco con giardini, frutteti, fontane, laghetti artificiali e peschiere. La presenza dei giardini in città vive fasi alterne. Nel XVIII secolo la presenza di lussureggianti aree verdi, private e pubbliche, ritorna…

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Kwanzaa

Dal 26 dicembre al 1° gennaio la comunità afroamericana celebra “Kwanzaa”, una festa ideata nel 1966 da Maulana Karenga, leader del movimento per i diritti degli afroamericani negli Stati Uniti e grande attivista impegnato nel black power movement degli anni 60. Il nome deriva dal termine kwanza che, in lingua swahili, significa “primo frutto”. Nonostante sia una festa “nuova”, non celebrata in Africa, è considerata utile per «consolidare i legami della comunità afroamericana attorno all’idea di un’unica origine ancestrale».  Kwanzaa nasce, infatti, per riavvicinare le comunità afroamericane statunitensi alle loro radici culturali. Sette giorni di festaggiamenti, ciascuno dei quali legato ai sette principi del patrimonio africano: Umoja (corrispondente al principio di unità, familiare e di comunità); Kujichagulia (è il principio di autodeterminazione);…

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Caro Babbo Natale, quest’anno, per la prima volta, abbiamo deciso di scriverti, non per chiederti dei doni, ma per raccontarti una storia, la nostra storia. “C’era una volta”… è così che, di solito, iniziano le belle storie. Questa, invece, preferiamo farla iniziare con “c’era una volta Nonna Carmela” che, da giovane, sembrava una di quelle dive, eteree ed eleganti, della Holliwood anni 40′: alta, snella, labbra colorate di rosso, poche gocce di “Le fue du Vesuve” e gli immancabili guanti neri. Quando eravamo piccole, giocava con noi, recitando filastrocche e raccontandoci che “c’era ‘na vota un re, bafè, viscotte’ minè”. Nonna Carmela non era una delle nonne dei film: non ricamava, non lavorava a maglia, non cucinava dolci profumati. La…

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L’albero Esistono oggetti, immagini e simboli indissolubilmente legati a concetti, eventi e celebrazioni le cui radici si perdono lontano nel tempo. Essi diventano archetipi culturali, suscitando atmosfere evocative, emotive e suggestive. Uno di questi è, per certo, l’albero. Decorarlo di luci e riempirlo di doni da scartare nella notte della Vigilia o la mattina di Natale, è una delle tradizioni più sentite e amate. Eppure l’albero, sinonimo di condivisione e gioia, perfetta rappresentazione dello spirito cristiano, poco o nulla ha a che fare con la religione cattolica. L’abete, ad esempio – il più tradizionale degli alberi di Natale – da sempre considerato magico, è l’albero consacrato dai Greci alla dea Artemide e collegato dagli Egizi alla nascita di Biblo. Attorno…

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